Importi pensioni 2020

risultano incrementati rispetto all’anno precedente, in virtù del meccanismo di perequazione che, per legge, permette di adeguare gli emolumenti pensionistici all’aumento del costo della vita registrato dall’Istat.


L’incremento degli importi pensioni per il 2020

A questo proposito, la nota dell’Istituto Nazionale di Statistica del 4 novembre 2019 ha reso noto che la variazione percentuale degli indici dei prezzi al consumo per il 2019 è risultata pari ad un incremento dello 0,4%.

In base a tal dato, il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 15 novembre 2019 ha disposto un analogo incremento dell’importo dei trattamenti pensionistici, a titolo di perequazione, con decorrenza dal 1° gennaio 2020.

Come funziona l’adeguamento degli importi della pensione

L’applicazione degli aumenti degli importi delle pensioni, a titolo di perequazione automatica, è prevista dal d.lgs. 503/1992 e s.m.i. con cadenza annuale.

La perequazione comporta, in sostanza, l’adeguamento al costo della vita dei trattamenti previdenziali e assistenziali e decorre dal 1° gennaio successivo a quello in cui è effettuata la rilevazione statistica.

Va osservato come la variazione Istat sopra esaminata (+0,4% per il 2020) sia da considerarsi un indice di rivalutazione provvisorio.

L’incremento Istat, infatti, è il risultato di un calcolo in parte fondato su previsioni; pertanto, qualora, i valori definitivi accertati “in corso d’opera” dovessero discostarsi da quelli precedentemente ipotizzati, verrà determinata (con un analogo decreto ministeriale da emettersi a fine 2020) una variazione effettiva diversa dal +0,4%, che influirà sugli importi pensionistici riconosciuti, poiché potrà dare luogo a un conguaglio.

A titolo di esempio, si consideri che il citato decreto del 15 novembre 2019 ha, a sua volta, confermato l’indice di rivalutazione provvisorio deliberato dall’Istat l’anno precedente (poiché le ipotesi dell’istituto si sono rivelate corrette) e di conseguenza per il 2019 non si è proceduto ad alcun conguaglio degli importi pensionistici.

Pensioni 2020: il trattamento minimo

Ad ogni modo, la rivalutazione del +0,4% per il 2020 ha l’immediata conseguenza di comportare l’aumento dell’importo delle pensioni da corrispondersi nel corso del 2020.

In particolare, come disposto dalla circolare Inps n. 147 dell’11 dicembre 2019, il trattamento minimo per le pensioni dei lavoratori dipendenti e autonomi per il 2020 è pari a 515,07 euro (rispetto ai 513,01 euro dell’anno precedente).

Aumenti pensione 2020: il dettaglio

Particolarmente importante è la distinzione dell’incremento in concreto applicabile alle pensioni, in relazione al loro importo.

Infatti, come chiarito dalla stessa circolare Inps, la rivalutazione automatica al +0,4%, si applica:

  • nella misura del 100% per le pensioni di importo pari o inferiore al triplo del trattamento minimo (più sopra indicato)
  • nella misura del 97% per le pensioni di importo pari o inferiore a quattro volte il trattamento minimo
  • nella misura del 77% per le pensioni di importo pari o inferiore a cinque volte il trattamento minimo
  • nella misura del 52% per le pensioni di importo pari o inferiore a sei volte il trattamento minimo
  • nella misura del 47% per le pensioni di importo pari o inferiore a otto volte il trattamento minimo
  • nella misura del 45% per le pensioni di importo pari o inferiore a nove volte il trattamento minimo
  • nella misura del 40% per le pensioni di importo superiore a nove volte il trattamento minimo

Ciò significa, in linea generale, che per le pensioni di importo superiore al triplo del trattamento minimo Inps, l’incremento 2020 risulterà comunque inferiore allo 0,4%.

Per ulteriori informazioni sul tema, vedi anche la nostra guida ai requisiti pensione e quella sull’adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita

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